Concimare il grano oggi: non basta più “dare azoto”
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Articolo aggiornato il 27 gennaio 2026
Negli ultimi anni la concimazione del grano è diventata più complessa. I costi dei concimi sono in aumento, il clima più variabile e i mercati chiedono non solo resa, ma anche qualità e contenuto proteico.
Molti agricoltori distribuiscono azoto come hanno sempre fatto, ma non ottengono i risultati sperati. Il problema non è quanto concime si dà, ma come e con quali nutrienti si nutre davvero la coltura.

Il ruolo dei nutrienti principali
L’azoto è fondamentale per lo sviluppo vegetativo del grano e per l’accestimento, cioè la formazione dei germogli laterali che influenzano la resa. Tuttavia, se gestito in modo non corretto, può disperdersi nel terreno con la pioggia o l’irrigazione, riducendo l’efficienza della concimazione. Dare più azoto non significa automaticamente più produzione: è necessario considerare il tipo di azoto, la frazione solubile e quella a lento rilascio, così da garantire nutrimento costante durante le fasi di sviluppo della pianta.
Lo zolfo, spesso trascurato, è invece indispensabile per la sintesi proteica. Nei terreni poveri di sostanza organica la sua carenza può compromettere la capacità del grano di utilizzare l’azoto, con conseguenze negative sul contenuto proteico e sulla qualità del raccolto. Anche il calcio gioca un ruolo importante: oltre a migliorare la struttura del terreno e lo sviluppo radicale, rende le piante più robuste e meno sensibili agli stress, contribuendo a una coltura uniforme e di qualità.
Senza zolfo, parte dell’azoto distribuito va sprecata.
Quando concimare il grano: le fasi chiave
La concimazione del grano va pensata come un percorso che accompagna la coltura durante il suo sviluppo. Nelle fasi iniziali, dalla pre-semina all’emergenza, l’obiettivo è sostenere l’avvio della coltura senza forzare una crescita eccessiva. In questa fase è importante garantire disponibilità di nutrienti, ma con equilibrio, evitando sprechi o squilibri vegetativi.
Durante l’accestimento e la levata il grano entra nella fase più delicata, quella in cui si definisce gran parte del potenziale produttivo. È in questo momento che l’apporto di azoto e zolfo diventa determinante per sostenere lo sviluppo della spiga e impostare correttamente la resa. Una concimazione ben gestita in questa fase permette alla pianta di assorbire i nutrienti quando ne ha realmente bisogno.
Nella fase finale, dalla formazione della spiga al riempimento della granella, la nutrizione incide soprattutto sulla qualità del raccolto e sul contenuto proteico. Gli interventi devono essere mirati e calibrati, per evitare eccessi e garantire un buon equilibrio tra resa e qualità.
Errori comuni che riducono la resa
Uno degli errori più frequenti è la concimazione azotata non calibrata sul reale stato della coltura. Distribuire azoto “a calendario”, senza valutare accestimento, densità di piante e vigoria, porta spesso a squilibri: troppo azoto in fase precoce stimola una vegetazione eccessiva, aumentando il rischio di allettamento e malattie fungine; troppo poco azoto nelle fasi di levata e botticella limita invece la formazione delle spighe e il numero di cariossidi, con un impatto diretto sulla resa.
Un altro errore tecnico rilevante è trascurare la disponibilità di zolfo. L’azoto, da solo, non basta: senza zolfo l’assimilazione proteica è inefficiente. Il risultato è un grano apparentemente “verde”, ma con bassa qualità e contenuto proteico insufficiente, problema particolarmente critico per chi punta a produzioni di grano di forza o a premi qualità.
Spesso si sottovaluta anche l’importanza del frazionamento delle concimazioni. Un unico intervento, soprattutto su terreni sciolti o in annate piovose, aumenta le perdite per lisciviazione e volatilizzazione. Al contrario, una distribuzione frazionata consente di accompagnare il fabbisogno reale della pianta nelle diverse fasi fenologiche, migliorando l’efficienza dell’azoto e riducendo gli sprechi.
Infine, un errore ancora diffuso è non considerare le caratteristiche del suolo. Tessitura, sostanza organica e capacità di ritenzione influenzano in modo decisivo la risposta alla concimazione. Applicare la stessa strategia su terreni diversi porta a risultati molto diversi, spesso deludenti, anche a parità di dose.
La combinazione vincente
In questo contesto entra in gioco YaraBela Sulfan, un concime minerale in granuli omogenei che offre una combinazione equilibrata di azoto, zolfo e calcio. Questo permette alle piante di ricevere nutrimento costante e uniforme, migliorando la crescita, la qualità della granella e l’efficienza dell’azoto. Il prodotto si inserisce così in una strategia di concimazione ragionata, contribuendo a massimizzare resa e qualità senza sprechi:

- 24% Azoto (nitrico + ammoniacale) – rapido e duraturo, alimenta la pianta in tutte le fasi di sviluppo.
- 15% Zolfo – essenziale per la sintesi proteica e per una crescita uniforme e sana.
- 7,5% Calcio – migliora la struttura del terreno e rafforza la pianta, rendendola più resistente a stress ambientali e condizioni climatiche avverse.
Non è un prodotto miracoloso, ma se inserito in una strategia di concimazione corretta può fare davvero la differenza in termini di resa e qualità.
Ogni terreno è diverso, ogni concimazione anche
Il Centro Cereali Carmagnola non è solo un punto di raccolta e lavorazione dei cereali, ma agisce come vero partner strategico per gli agricoltori. In un mercato sempre più orientato alla qualità e alla filiera, il Centro Cereali interpreta le richieste dei trasformatori e dei clienti finali, traducendole in indicazioni concrete per la gestione dei terreni e della coltura.
Grazie all’esperienza tecnica e alla conoscenza dei mercati, il Centro Cereali fornisce suggerimenti mirati sulla scelta delle varietà, sui tempi e le modalità di concimazione e sulla gestione dei nutrienti, accompagnando l’agricoltore verso scelte strategiche che massimizzano resa, qualità della granella e ritorno economico. In questo modo, diventa un punto di incontro tra le esigenze della coltura, le richieste della filiera e le opportunità del mercato, supportando l’agricoltore in ogni fase della stagione.

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FAQ
Quando conviene concimare il grano?
Le fasi critiche sono pre-semina, accestimento e levata; ogni stadio necessita di elementi nutritivi, fondamentali per lo sviluppo della pianta e la qualità della granella.
Quali errori riducono la resa?
Apporto errato di azoto, mancato bilanciamento con gli altri elementi, concimazioni non frazionate e scarsa attenzione alle caratteristiche del suolo sono i principali fattori che limitano resa e qualità.
Come migliorare resa e qualità della granella?
Programmare la concimazione in base allo stadio del grano, frazionare gli interventi e bilanciare gli elementi nutritivi secondo le caratteristiche del terreno consente di ottenere risultati massimi sia in quantità sia in qualità.