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Nel mais la partita si gioca molto prima che la coltura sia visibile in campo. Gran parte delle perdite produttive nasce sotto terra, nelle prime settimane dopo la semina, quando la pianta è più vulnerabile agli attacchi degli insetti terricoli. La geodisinfestazione non è quindi un intervento accessorio, ma una scelta tecnica che incide direttamente su emergenza, uniformità di sviluppo e potenziale produttivo finale.
Parlare di difesa del mais senza considerare ciò che accade nel suolo significa guardare solo metà del problema.
Cos’è il trattamento geodisinfestante del mais: protezione e effetto starter
Il trattamento geodisinfestante è localizzato al terreno, e viene effettuato in genere alla semina, con l’obiettivo di controllare gli insetti che attaccano semi, radichette e giovani plantule. Nel mais i principali fitofagi terricoli sono elateridi (ferretti), nottue terricole e diabrotica che prolificano prima dell’emergenza o nelle fasi successive.
Il danno è spesso sottovalutato perché non sempre evidente: radici danneggiate, plantule che avvizziscono, fallanze lungo la fila o piante che restano stentate. Tutti segnali che si traducono in minore investimento reale per ettaro e perdita di resa non recuperabile più avanti.
La geodisinfestazione nel mais non svolge solo una funzione di difesa. I geoinsetticidi impiegati alla semina, oltre all’efficacia del principio attivo contro gli insetti terricoli, integrano i vantaggi tipici di un formulato con azione starter. La particolare formulazione favorisce il processo germinativo, stimola lo sviluppo dell’apparato radicale e migliora la vigoria iniziale delle piante, contribuendo anche a un più rapido avanzamento delle prime fasi fenologiche. L’apporto localizzato di azoto, fosforo e microelementi esercita così un’azione indiretta di sostegno nutrizionale, migliorando l’uniformità e la partenza della coltura.

Perché intervenire prima dei sintomi nel mais
Nel mais, quando il danno da insetti terricoli diventa visibile, è già troppo tardi. Le larve hanno completato gran parte dell’attacco e non esistono interventi fogliari in grado di rimediare a una partenza compromessa.
La geodisinfestazione funziona come una assicurazione tecnica: protegge la coltura nel momento più critico, quello che determina densità, uniformità e vigoria iniziale. Un campo che parte bene è più competitivo, più tollerante agli stress e più efficiente nell’utilizzo di acqua e nutrienti.
Come agiscono i geoinsetticidi nel terreno
I geoinsetticidi granulari utilizzati nel mais creano una barriera protettiva lungo la fila di semina. L’azione non è solo per contatto, ma anche repellente: la sostanza attiva agisce nel volume di terreno attorno al seme e alle prime radici, riducendo la pressione degli insetti nella zona sensibile.
Il risultato pratico è una maggiore percentuale di emergenza e una crescita iniziale più regolare, condizioni indispensabili per esprimere il potenziale genetico dell’ibrido seminato.
I 4 errori comuni nel trattamento geodisinfestante del mais
L’errore non è solo “se trattare o no”, ma come trattare. Gli sbagli più frequenti sono:
- distribuire il prodotto in modo non preciso o non localizzato sulla fila;
- sottovalutare il rischio storico del campo, soprattutto dopo prati, erbai o rotazioni favorevoli agli insetti terricoli;
- pensare che una partenza disomogenea si possa recuperare con interventi successivi;
- utilizzare dosaggi o attrezzature non adeguate alla semina del mais.
La geodisinfestazione funziona se è inserita in una gestione agronomica coerente e tecnicamente corretta.
Soluzioni per proteggere il mais alla semina: Diastar Maxi e Teflustar (Diachem)
Per la protezione del mais alla semina, una delle soluzioni tecniche più utilizzate è rappresentata dai geoinsetticidi granulari a base di teflutrin forniti da Diachem, azienda specializzata nella difesa delle colture.
Diastar Maxi

Diastar Maxi è un geoinsetticida granulare contenente teflutrin allo 0,5%, formulato per la protezione del mais dagli insetti terricoli. L’elevata concentrazione di sostanza attiva consente una distribuzione a dosaggi contenuti, mantenendo un’elevata efficacia.
Agisce per contatto e per effetto repellente nel terreno, creando una barriera protettiva attorno al seme e alle prime radici. È indicato per l’applicazione alla semina, tramite microgranulatore, con distribuzione localizzata lungo la fila.
In più EFFETTO STARTER: Diastar Maxi contiene anche nutrienti stimolanti della germinazione, con formulazione NP (10:44), manganese (3%) e zinco (2%), favorendo una partenza più vigorosa della coltura.
Teflustar

Teflustar è anch’esso un geoinsetticida granulare a base di teflutrin (0,2%), pensato per la difesa del mais e di altre colture dagli insetti del terreno. Rispetto a Diastar Maxi presenta una concentrazione più bassa di principio attivo e viene quindi utilizzato a dosaggi differenti.
Anche in questo caso l’applicazione è localizzata alla semina, con l’obiettivo di proteggere le fasi iniziali di sviluppo della coltura e garantire una emergenza regolare.
In più DOPPIA AZIONE: Teflustar offre anche una azione stimolante della germinazione, con formulazione NP (10:44), manganese (3%) e zinco (2%), contribuendo a una partenza uniforme e sana della coltura.
Modalità d’uso e tempistiche
Entrambi i prodotti vanno impiegati esclusivamente secondo quanto riportato in etichetta ministeriale. In linea generale:
- l’applicazione avviene contestualmente alla semina del mais;
- il prodotto deve essere distribuito in modo uniforme lungo la fila;
- la corretta taratura del microgranulatore è fondamentale per l’efficacia del trattamento.
La scelta tra Diastar Maxi e Teflustar dipende da strategia aziendale, pressione degli insetti e modalità operative, ed è sempre consigliabile confrontarsi con il tecnico di riferimento.
Difesa del terreno e resa: il collegamento diretto
Una semina protetta significa piante più uniformi, radici sane e una competizione più equilibrata tra le file. Tutti elementi che incidono direttamente sulla resa finale del mais.
La geodisinfestazione non aumenta la produzione da sola, ma evita perdite invisibili che spesso vengono accettate come “normali”, quando in realtà sono prevenibili.
Conclusione operativa
Hai dubbi sulla geodisinfestazione del mais?
Ogni campo ha una storia diversa e un livello di rischio specifico. La scelta del prodotto, del dosaggio e della strategia di difesa va fatta in modo tecnico, non automatico.
👉 Contatta i tecnici del Centro Cereali Carmagnola per valutare la soluzione di geodisinfestazione più adatta al tuo mais e programmare correttamente la difesa alla semina.
Nel mais, partire bene non è un modo di dire: è una scelta tecnica precisa. La geodisinfestazione alla semina rappresenta uno strumento concreto per proteggere l’investimento fatto in seme, lavorazioni e fertilizzazione.
Inserita in una gestione agronomica consapevole, la difesa del terreno è uno dei pilastri per ottenere campi più uniformi, produttivi e gestibili fin dalle prime fasi di sviluppo.
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